venerdì 24 gennaio 2014

Città di carta di John Green

Forse è più come hai detto prima, che dentro di noi si sono aperte delle crepe. Ognuno all’inizio è una nave inaffondabile. Poi ci succedono alcune cose: persone che ci lasciano, che non ci amano, che non capiscono o che noi non capiamo, e ci perdiamo, sbagliamo, ci facciamo male, gli uni con gli altri. E lo scafo comincia a creparsi. E quando si rompe non c’è niente da fare, la fine è inevitabile. Però c’è un sacco di tempo tra quando le crepe cominciano a formarsi e quando andiamo a pezzi. Ed è solo in quel momento che possiamo vederci, perchè vediamo fuori di noi dalle nostre fessure e dentro gli altri attraverso le loro.
Quand’è che noi ci siamo ritrovati faccia a faccia? Non prima di aver guardato dentro le nostre reciproche crepe. Prima di allora stavamo solo guardando le idee che avevamo dell’altro, come se stessimo osservando una tenda dalla finestra e mai la stanza all’interno.
Una volta che lo scafo va in pezzi, però, la luce entra. Ed esce. 

4 commenti:

  1. ti ringrazio per aver trascritto questa frase, mi ci rivedo tanto.

    città di carta è stato il primo che ho letto di John Green, mi è piaciuto tanto :)

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    1. Anche io, mi è piaciuta molto e penso che dica una cosa molto vera.
      Sto adorando questo libro, non vorrei che finisse più ^^

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A voi la parola ;)