mercoledì 27 agosto 2014

Recensione: La gente felice legge e beve caffè di Agnès Martin-Lugand

Vi parlo di un titolo che ho letto durante la settimana della maratona: La gente felice legge e beve caffè di Agnès Martin-Lugand.
Letto in poche ore, mi ha lasciato l'amaro in bocca.
Diane è una giovane donna che ha perso marito e figlia in un incidente automobilistico e che da quel momento ha smesso di vivere. Indossa gli abiti del marito, dorme con il peluche della figlia, non va più a lavoro. Passato un anno dalla tragedia, decide di partire per un minuscolo paesino dell’Irlanda, per stare in tranquillità e sfuggire da parenti e amici che la vorrebbero aiutare a riprendersi. Qui incontra: Edward, un fotografo con un cane, i due all'inizio non si sopportano ma poi imparano a conoscersi.
Ho iniziato questo libro per il bellissimo titolo e perché la trama sul retro di copertina sembrava più interessante di come si è rivelata alla fine: la solita storiella dove più lui si comporta da stronzo più lei se ne innamora.

 Suggerisco, all'autrice, un nuovo titolo: Le persone tristi si ubriacano e fumano sigarette. Perché sono queste le attività principali dei protagonisti. -_-
I libri sono solo una scusante, ai lettori piacciono le storie in cui si parla di librerie e di lettura, quindi facciamo gestire un caffè letterario alla protagonista e facciamogli portare in vacanza due libri, che apre una sola volta in tutta la storia. Fine!!
La storia è banale e poco coinvolgente, i dialoghi insulsi e i personaggi sono stereotipati al massimo, vogliamo parlare dell'amico gay? O del fatto di come venga trattata la perdita e di come lei la supera? O della sorella del tipo burbero che diventa super amica del cuore di Diane, senza motivo apparente? O dei dolci vecchietti che gli affittano la casa? O del finale, che più scontato non poteva essere?

Meglio di no...
Sconsigliato!!!!!!!!

Ho visto molte persone a cui non è piaciuto, ma anche tante che gli hanno dato un voto molto positivo, voi come la pensate?


Lui, senza degnarmi di uno sguardo, lanciò il mozzicone sul mio parabrezza. Partì con una sgommata, e un'onda d'acqua fangosa si abbatté sulla mia macchina. Il tempo di azionare il tergicristallo, ed era già  sparito.
Che antipatico.

5 commenti:

  1. A me sinceramente ispirava molto il titolo e la trama, ma se dici che è così stereotipato e che non si parla quasi di libri, allora no, non mi piace per niente l'idea che la protagonista dopo la morte di marito e figlia si butti a capofitto a inseguire uno stronzetto!
    PS. Sul mio blog c'è un premio per te ^--^

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    1. Grazie *_* ci passo subito!!!
      E' stata una vera delusione, passa un messaggio sbagliato e non c'è nessun approfondimento ne sui sentimenti ne su quello che pensano.
      Ora di libroso sto aspettando: Lo strano caso dell’apprendista libraia speriamo sia bello^^

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  2. Ciao! Non l'ho letto, quindi non posso esprimere un giudizio. Però ho paura che non lo leggerò per due motivi: se inizia con la morte di marito e figlio...non ce la posso fare, la tua recensione è molto chiara, quindi evito di perdere tempo!!!
    Grazie, bacetti

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    1. Ci sono libri molto meglio^^ Almeno non vi fate fregare come è successo a me.

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  3. A me è piaciuto. Poco impegnativo ma carino, su alcuni punti condivido ma in linea generale non mi è dispiaciuto. Anzi :)

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A voi la parola ;)